L' 11 marzo 1817 fu emanata la legge che faceva obbligo a tutti i comuni di avere un cimitero comunale perchè i morti venivano seppelliti nelle chiese.

Ogni chiesa, infatti, era provvista di pavimenti vuoti e nel loro interno erano allineati lungo le pareti dei sarcofagi, contenenti i defunti. Alcuni servivano per i più poveri, altri per le persone nobili, al centro una fossa comune per le salme di tutti i diseredati.

Chiamata Terra Santa i luoghi dove avvenivano le sepolture come lo spazio situato davanti alla chiesa dell' Addolorata, dietro la chiesa della Madonna del Carmine, sullo spazio dove si ergono le rovine del Cuore di Gesù, lo spazio a monte della Chiesa di S. Carlo e infine una fossa per le persone facoltose era quella posta sotto la chiesa del Santuario di San Michele.

Volturara riuscì a completare la costruzione del suo cimitero nell' anno 1821. Al centro vi era una cappella dove venivano depositate le salme prima della sepoltura, e sotto di essa vi era l' ossario dove si ammucchiavano le ossa degli esumati. I cadaveri venivano trasportati da quattro becchini dalla casa dell' estinto alla chiesa, e da questa al cimitero. Non si usavano le bare, e al loro posto venivano utilizzate delle lunghe casse, chiamate ''Connolette''. Il corpo veniva adagiato senza vestiti, coperto solo da un lenzuolo.
Nel 1950 il cimitero cambiò le sue caratteristiche strutturali ed estetiche, ma il terremoto del 23 novembre 1980 lo distrusse quasi completamente.
Dopo tanti anni sono stati completati i lavori di ristrutturazione; la cappella centrale è stata ricostruita tenendo invariata la facciata originale con l'ossario ancora conservato sotto la chiesa, inoltre è stata estesa l' area adibita alla costruzione delle cappelle, con l' apertura di una seconda entrata laterale.