La Piana del Dragone, si estende su un'area pianeggiante di circa 1100 ettari, situata ad un'altezza di 685 metri sul livello del mare ubica al margine meridionale il paese di Volturara. 

Data la presenza di limitati depositi alluvionali sabbiosi e di grandi quantità di fanghi terrosi, si presuppone che essa sia d'origine CARSICA.

L'origine del nome risale dal termine sannitico Rava. Quando il Rava si allargava diventava Raone che il tempo ha poi trasformato in Traone. 

La Piana essendo circondata dai monti Costa, Chiarini, Foresta, Valle dei Lupi, Calcara d'Alessio, nella stagione invernale, l'acqua piovana tende a raccogliersi nella sua parte più depressa, formando un bacino impropriamente detto " Lago Dragone ".

All'estremità della pianura, alle falde del monte Costa, vi è un inghiottitoio che assorbe circa 900 litri di acqua a secondo in condizioni normali (formatosi a seguito del terremoto del 5 Dicembre 1456 ), chiamato appunto "Bocca del Dragone", punto d'inizio di una complessa rete idrografica sotterranea, dove le acque della piana defluiscono fino a perdersi negli oscuri meandri calcarei della montagna. La circolazione idrica sotterranea del bacino si esplica a due differenti livelli attraverso una falda profonda di base, situata nei calcari fratturati del massiccio carbonatico dei monti Terminio e Tuoro ad una profondità di circa 140-190 m.

All'interno della Bocca nei periodi estivi si può camminare lateralmente al flusso d’acqua su di un marciapiede di cemento lungo settanta metri, in fine si apre una fenditura nella roccia e l’acqua precipita, provocando un rumore assordante.Le parti limitrofe della bocca,per essere calcaree hanno un potere assorbente molto limitato, a volte lo scioglimento delle nevi e le abbondanti piogge fanno diminuire il potere assorbente e per mancanza d’aria si allaga la Piana.

Le prime notizie bibliografiche sulla questione di una bonifica risalgono agli inizi del 1700, ma i primi lavori vengono fatti nel 1785, sotto il sindacato di Ludovico Petito con opere di muratura nei dintorni della bocca, ma una vera e propria sistemazione si ebbe solo dopo il 1911.Restano indelebili, infatti, nella memoria gli allagamenti del 1795 che distrussero interi raccolti e causarono decine di vittime, del luglio 1841, quando la malaria provocò 19 morti, del 1851-1853-1854 causa eccessive piogge il livello delle acque raggiunse circa i 20 metri al di sopra di quello normale, allagando completamente il paese sommergendo la strada Avellino-Melfi, ciò spinse il popolo a supplicare il Re di Napoli Ferdinando di Borbone di intervenire con opere di bonifica, fu fatto un progetto ma mai attuato. Nel primo Parlamento d’Italia, Garibaldi affermo:La bonifica del Dragone è la viabilità sono la vita e la morte di Volturara, come l’infezione malarica nelle province meridionali è causa di degenerazioni e di disagio economico. .

Molti hanno cercato di esplorare i misteriosi cunicoli sotterranei ma nessuno ne ha mai potuto realmente conoscere natura e conformazione. L'unico dato certo è che a causa della ristrettezza di essi non è possibile un rapido smaltimento delle acque stagnanti. Se questi si ostruissero, il bacino si ridurrebbe facilmente ad un vasto pantano, cosa che da sempre è stata motivo di grande apprensione nel popolo volturarese.

Da qui nasce la schietta e bonaria frase degli abitanti dei paesi limitrofi:

"SE POZZA APPILA' LA OCCA RE LO TRAONE" ( si possa ostruire la bocca del dragone ),

provocando nel verace volturarese l'inevitabile risposta ....

Il bacino è di rilevante importanza per l' approvvigionamento idrico della Campania e della Puglia, in quanto alimenta numerose sorgenti di acque potabili, quali quelle di Cassano e di Serino.

L' acqua del Dragone, infatti, al termine del suo itinerario sotterraneo, sgorga nei punti più a valle di alcuni dei paesi vicini, per venire quindi incanalata e distribuita a Napoli così come nella parte settentrionale della Puglia.Numerosi progetti e pochi incompiuti lavori sono stati eseguiti nei secoli passati ed ancora oggi la risoluzione è sempre più difficile.

 

 

" Tu, Volturara Irpina,

devi vivere e morire nella tua gabbia di ferro, 

attassata dal microbo malarico del DRAGONE,

quando non resti sepolta dalle acque 

che discendono dai monti che non sono tuoi,

ed irrompendo nel tuo territorio, 

ti avvolgono al Fatal destino.( R. Decreto 14 Settembre 1906 nº 639, che dichiarava zona malarica alcune porzioni di territorio della provincia di Avellino e tra queste la Piana del Dragone, escludendone però il centro abitato.

"Considerando che alla bonifica del Dragone s' oppone all' interesse della Città di Napoli, giacchè si ritiene che le sorgenti del Serino, che forniscono di acqua potabile quella città, siano alimentate almeno in parte dalle infiltrazioni del bacino erbifero del Dragone; Considerando che l' esecuzione di un progetto di radicale bonifica importerebbe una spesa troppo elevata in confronto al vantaggio che ne ricaverebbe la zona relativamente limitata dei terreni soggetti all' inondazione- Decreto-1 ) Che non si dia luogo a procedere sul bonificamento del Lago Dragone".