La vasta piana del Dragone diventava il principale teatro strategico delle grandi manovre in irpinia e vi presero parte 64 mila uomini equipaggiati con moderne attrezzature di guerra. Assistettero alla sfilata sul' poggio di toppolo reale il Re imperatore Vittorio Emanuale III con la famiglia reale, il duce Benito Mussolini e tutte le alte autorità del tempo. Nel 1943 i tedeschi istallarono nella piana un campo di volo per aerei e un interrato deposito di benzina. In località Ceraso e Macchione impiantarono un accampamento di truppe con circa 200 autocarri blindati e tutte le strade di accesso furono minate. Un ospedale da campo venne piantato in contrada Chiaine; Sia di giorno che di notte, i rumori degli aerei in duello erano assordanti; la popolazione si rifugio sui monti: San Michele, monte Costa, Acqua Meroli, Acqua di Zia Maria, Serra. Il raccolto venne del tutto abbandonato per cui mancando i viveri, tutte le erbe diventano commestibili, tutti i pantani potabili. I tedeschi, prevedendo l' avvicinarsi degli anglo-americani, disseminano di mine anticarro le strade del Terminio, la via Annibale Cartaginese; 

22 Settenbre, ore 12:00 - Una numerosa squadriglia di caccia bombardieri delle truppe alleati lasciò cadere su Volturara numerose bombe e spezzoni incendiari. In via Cupa si propagò un vasto incendio e molte case vennero distrutte. Gli alleati inoltre, accampati sull' altro versante del monte Terminio, cominciarono a esplodere colpi di cannoni su Volturara, costringendo la popolazione accampata nella zona a fuggire;

La notte tra il 22 e 23, quasi tutti rientrarono in paese allestendo un improvvisato nascondiglio, verso mezzogiorno, da dietro i monti sbucarono 12 caccia bombardieri. La contraerea tedesca aprì un fuoco serrato, un aereo venne abbattuto, due uomini si lanciarono col paracadute riuscendo a posarsi in località Mela e a rifugiarsi nel pagliaio di Candela Domenico, dove furono catturati e uccisi dai tedeschi. Dopo poco tempo si presentò sul nostro orizzonte una squadriglia aerea più numerosa che sorvolò velocissima Volturara, lasciò cadere degli oggetti luminosi, si udirono fischi seguiti da enormi boati, le postazioni tedesche non aprirono nemmeno il fuoco. Dopo pochi istanti fu silenzio: il paese era avvolto da una fittissima polvere, sepolto tra un cumulo di macerie. Le case bruciavano, si udivano ovunque grida disperate, la gente confusa fuggiva calpestando grovigli di fili elettrici, rottami. Impossibile portare soccorso perché gli aerei sorvolavano ancora la zona. Ritenuto lontano il pericolo, cominciarono a remdersi conto di ciò che era accaduto. Si cercò di dare aiuto a coloro ancora in vita, si raccolsero i corpi dilaniati e mutilati, si cominciarono a comporre i cadaveri in casse di tavole ricavate dalle stesse macerie. "Per fortuna gli aerei sbagliarono il bersaglio e le bombe in gra numero caddero sul monte Mortariello, diversamente di Volturara non ne sarebbe rimasto nulla". La popolazione, terrorizzata, si riaccampò sui monti, mentre i tedeschi distruggevano i ponti, ritirandosi verso Avellino. Le truppe alleate scesero nella Piana del Dragone e liberarono Volturara. Il grosso dell' armata inseguì il nemico e Volturara rimase sotto la vigilanza della legione straniera francese. Ma non fu vera libertà: i legionari attirarono le simpatie della popolazione con cioccolato e sigarette, per poi aggredire le donne commettendo vere e proprie oscenità per le strade. Oltre alla legione francese giunsero gli australiani e i canadesi, ancora più esigenti dei primi. Il popolo stremato da tanta violenza si levò contro i nuovi "aggressori" proprio nel giorno di Pasqua del 1945, e per tale sommossa fu ordinato il coprifuoco di tre giorni. La fine della guerra libera anche Volturara, ma i segni di essa rimarranno indelebili.