L’irpinia era attraversata da varie strade capaci di mettere in comunicazione non solo i vari centri irpini , ma anche questi con Napoli, Benevento, Salerno e la Puglia.  Sulle nostre strade vi passarono innumerevoli eserciti e popoli, quali: I Bizantini, i Normanni, gli Spagnoli, i Borboni, i Carbonari ed infine nel 1945 gli alleati.

Citeremo alcune delle strade più importanti che attraversavano il nostro territorio:

la Montellese,che da Atripalda saliva a Serpico, passava per la piana del Dragone, scendeva a Montella per il passo di Cruci, fiancheggiava Bagnoli, attraversava il territorio di Nusco e per l’alta valle dell’Ofanto arrivando in Puglia .

La via " che da Avellino saliva a Serino e per la contrada “Uccolo”passava per la località “Acqua delle noci”- La Ralla (Le Vene) – Tortoricolo, attraversava la piana del Dragone e poi per Bolofano, Montemarano, Calore, Cassano, Nusco, Lioni ed infine nel territorio pugliese.

Un’altra strada era quella che da Atripalda portava a Serpico, Cerreto – Vallicella – contrada San Vito – Laura – San Marco fino a giungere nel comune di Montemarano.

 

CRONACHE :

Riccardo di Goffredo,camerario di Tommaso di Sangiorgio feudatario di Volturara, costrinse alcuni volturaresi che dimoravano in Chiusano a pagare eccessivi imposte. Non essendo tenuti, si armarono e assalirono la casa del feudatario posta in via FREDDANO e saccheggiarono le carte relativi ai tributi. Questi, preavvisato prese la fuga, ma fu raggiunto. Dopo questo saccheggio, il re nel 1301 ordinò al giustiziere Roberto Bonomo di punire i rivoltosi.

Il 6 luglio del 1481 a causa di una lite relativa al possesso del territorio "Toppolo Ferrara" tra Volturara e Montemarano fu steso un istrumento con il quale si attribuiva a Volturara il controverso terreno.

Un altra lite si accese con il comune di Chiusano per il possesso del bosco, fu preso un accordo con il quale se ne attribuiva il possesso al comune di Volturara.

Alcuni cittadini di Montemarano esercitando da tempo degli usi sul territorio del Dragone, ne pretendevano il possesso.Il principe di Volturara Andrea Strombone, pagò a Montemarano la somma di 700 ducati per risarcimento danni e così Volturara ottenne la proprietà di tutto il Dragone. L'istrumento fu erogato nell'anno 1655.

Il risorgimento italiano non trovò insensibile il nostro territorio. Molti abbracciarono le idee della Carboneria e fu costituita 'la Costanza Invincibile'. Le riunioni avvenivano nell' abitazione del sacerdote Cosmo Benevento. Al grido di riscossa dei moti napoletani tutti i carbonari si riunirono in località SERRONE sotto il comando del capitano montellese Clemente Nicola. Quest' ultimo, però, attratto dalle proposte dei borboni, tradì i suoi uomini. Il comando fu preso da due volturaresi, Luigi di Meo e Ciriaco Marrandino, che guidarono gli 'Invincibili' in Avellino. Di lì partirono per Monteforte, dove vennero accolti dai tenenti Morelli e Silvati.